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	<title>Oral Design</title>
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	<description>Faccette Dentali, Sbiancamenti, Estetica Dentale</description>
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		<title>Vivere n64 &#8211; L’antibiotico: un aiuto indispensabile se usato con coerenza</title>
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		<pubDate>Sun, 15 Apr 2012 19:57:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Cos’è un antibiotico? Tecnicamente si definisce antibiotico una sostanza di origine naturale prodotta da un microrganismo, capace di ucciderne un altro. Il significato della parola (dal greco) è “contro la vita”. Nell’uso comune il termine indica un farmaco, di origine naturale (antibiotico in senso stretto) o di sintesi (chemioterapico), in grado di rallentare o fermare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1>Cos’è un antibiotico?</h1>
<p>Tecnicamente si definisce <strong>antibiotico</strong> una sostanza di origine naturale prodotta da un microrganismo, capace di ucciderne un altro. Il significato della parola (dal greco) è “contro la vita”. Nell’uso comune il termine indica un farmaco, di origine naturale (antibiotico in senso stretto) o di sintesi (chemioterapico), in grado di <strong>rallentare o fermare la proliferazione dei batteri</strong>. Gli antibiotici si distinguono pertanto in batteriostatici (bloccano la riproduzione del batterio, impedendone la scissione) e battericidi (uccidono direttamente il microrganismo). Non hanno effetto contro i virus (a parte una possibile attività antivirale della rifampicina nei Poxvirus), i funghi e i parassiti.</p>
<h2>Quando vanno usati?</h2>
<p><strong>Ascessi</strong>: gli ascessi sono capsule di tessuto che inglobano i batteri. Questa capsula forma una barriera che impedisce il passaggio delle cellule “poliziotte” dell’organismo e quindi si rende necessaria una terapia farmacologica. Gli ascessi possono essere di origine endodontica (canale del dente) ma anche parodontali (dei tessuti di sostegno del dente).</p>
<p><strong>Parodontiti-perimplantiti (piorrea)</strong>: i disagi della gengiva sono per definizione di natura batterica. Si dividono principalmente in gengivite e parodontite: la prima è una forma di leggera infiammazione e necessita al massimo di antiinfiammatori, la parodontite in fase acuta invece è una forma cronica (gengiva che fa male o che brucia) e spesso necessita di una terapia antibiotica mirata al tipo di batteri presenti e deve essere poi trattata da una parodontologo.</p>
<p><strong>Estrazioni</strong>: esistono varie teorie in merito, devono essere usati nel caso in cui ci sia una sovra infezione dopo l’intervento (il gonfiore non guarisce o si ripresenta). Premedicazioni: alcune cardiopatie congenite, protesi con valvole proteiche, endocardite infettiva pregressa e valvulopatia post-trapianto necessitano una premedicazione antibiotica prima di ogni manovra che possa causare sanguinamento (seduta di igiene compresa).</p>
<h2>Quanto vanno usati?</h2>
<p>Un sovradosaggio genera principalmente due effetti: colpisce la flora batterica intestinale responsabile della formazione delle vitamine K e B che è compensabile con l’assunzione di fermenti lattici, e può creare una resistenza di alcuni ceppi batterici. Le allergie sono rare e solitamente sono imputabili alle penicilline soprattutto ai b-lattamici, risolvibili comunque cambiando tipo di farmaco; durante i primi tre mesi di gravidanza è meglio evitarne l’assunzione. Esistono diverse fasce di rischio a seconda del farmaco, quelli prescritti dai dentisti sono normalmente di fascia A o B, che sono i più sicuri. La terapia farmacologica è un potentissimo strumento in aiuto al nostro organismo quando da solo non riesce a sopraffare il problema.<br />
Non è da demonizzare, anzi, ma attenzione al fai da te:<strong> l’abuso senza scrupoli può causare danni anche seri</strong>. In caso di dubbi non esitate a consultare il vostro dentista.</p>
<p><strong>Buon sorriso a tutti.</strong><br />
<em><strong> Dr. Luca Dalloca</strong></em><br />
<em><strong> Dr. Guido Picciocchi</strong></em></p>
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		<title>Vivere n63 &#8211; Crisi: come investire dal dentista</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Mar 2012 13:22:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Riviste]]></category>

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		<description><![CDATA[Care lettrici e lettori, sono già alcuni anni che stampa e televisione ci parlano di crisi e di recessione. Nelle ultime settimane abbiamo visto le drammatiche immagini delle manifestazioni di Atene contro le manovre finanziarie restrittive assunte dal governo greco. E anche in Italia la situazione non è tranquilla: i tagli alla spesa pubblica, l’aumento [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Care lettrici e lettori,</p>
<p>sono già alcuni anni che stampa e televisione ci parlano di crisi e di recessione. Nelle ultime settimane abbiamo visto le drammatiche immagini delle manifestazioni di Atene contro le manovre finanziarie restrittive assunte dal governo greco. E anche in Italia la situazione non è tranquilla: i tagli alla spesa pubblica, l’aumento delle tasse, il blocco degli stipendi e delle pensioni, la disoccupazione giovanile in aumento, la richiesta sempre maggiore di ore di cassa integrazione da parte delle imprese hanno generato nell’opinione pubblica preoccupazione ed allarme e, di conseguenza, una notevole riduzione dei consumi.</p>
<p>La necessità di soddisfare bisogni primari e più urgenti ha indotto le famiglie ad assumere comportamenti più prudenti, dettati dalla necessità di conseguire un risparmio. Così sono stati posti in secondo ordine quei consumi ritenuti secondari e superflui: tra questi è da includere il ricorso alle cure odontoiatriche. A tale proposito è da tenere in considerazione il fatto che nell’opinione comune il dentista è stato sempre ritenuto uno tra i professionisti più cari e, per questo, il ricorso alle sue cure è stato inteso come pronto soccorso. Va da sé che in questo momento, proprio a causa della crisi economica che investe soprattutto le famiglie, si registra una sensibile diminuzione alle cure odontoiatriche.</p>
<p><strong>A questo punto occorre chiedersi: cosa succede se ci si rivolge al dentista solo quando è ormai troppo tardi? Quali conseguenze provocano patologie trascurate e un non continuo monitoraggio della situazione del cavo orale? A quali esiti può portare la mancanza di un intervento preventivo? </strong></p>
<p>Il controllo della salute integrale dell’organismo è fondamentale per il benessere generale della persona ed in questa ottica si pone anche l’intervento dell’odontoiatra. È per tali motivi che ho scelto di titolare il mio intervento di questo mese in modo provocatorio: è veramente possibile investire nell’odontoiatria e, se sì, come si può fare?</p>
<p>Riteniamo che in tale campo, come in tutti i settori della medicina, l’intervento migliore e più efficace, in termini economici ma anche di salute e ti tempo, sia la prevenzione: mantenere sotto osservazione il cavo orale attraverso visite periodiche di controllo e sedute periodiche di igiene professionale, consente di prevenire la manifestazione di malattie e quindi costituisce un risparmio e nello stesso tempo un investimento.</p>
<p>Diagnosticare tempestivamente una carie o una malattia parodontale porta ad una soluzione immediata e sicuramente ad un risparmio di denaro: infatti una carie non curata provoca, con il passare del tempo, la necrosi dell’elemento dentario su cui si dovrà intervenire con trattamenti endodontici/ protesici con conseguente lievitazione dei costi.</p>
<h2>Quindi investire in odontoiatria significa: prevenire, prevenire, prevenire.</h2>
<p>Buon sorriso a tutti.</p>
<p><em>Dr. Luca Dalloca</em><br />
<em> Dr. Pietro Barone</em></p>
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		<title>Vivere n62 &#8211; Sorrisi simmetrici o armoniosamente artistici?</title>
		<link>http://www.oraldesign.it/2012/02/sorrisi-simmetrici-armoniosamente-artistici/</link>
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		<pubDate>Fri, 17 Feb 2012 21:21:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[C’è differenza tra i canoni estetici americani e quelli europei? Direi proprio di sì, anche se lentamente le cose stanno cambiando ed incredibilmente ci stiamo scambiando i canoni di estetica. Fino ad una quindicina di anni fa negli Stati Uniti andava per la maggiore il classico sorriso tutto uguale e molto simmetrico, il tipico “holliwood [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2>C’è differenza tra i canoni estetici americani e quelli europei?</h2>
<p>Direi proprio di sì, anche se lentamente le cose stanno cambiando ed incredibilmente ci stiamo scambiando i canoni di estetica.<br />
Fino ad una quindicina di anni fa negli Stati Uniti andava per la maggiore <strong>il classico sorriso tutto uguale e molto simmetrico, il tipico “holliwood smile”, mentre qui in Europa quello naturale era di gran lunga il preferito</strong>. Ora oltre oceano va sempre più di moda il made in Italy dalla moda alla cucina, all’arte, ecc., e l’individualismo assume un ruolo sempre più importante, in Europa invece con la globalizzazione dei media e con l’arrivo delle tv satellitari e di trasmissioni come “extreme make over” e simili il canone di estetica si sta sempre più stereotipando con conseguente spersonalizzazione.<br />
Sempre più spesso ci troviamo di fronte a richieste di sorriso perfetti e bianchissimi, questi due aggettivi sono agli antipodi del bello vero e sta a noi, che siamo gli esperti, istruire i nostri pazienti a capire che il bello è quello che sembra vero e che si integra armoniosamente nel contesto del viso. Il sorriso, a livello percettivo, è responsabile per la maggior parte dell’intero aspetto del viso ed è quindi tra i fattori più importanti delle discipline estetiche.</p>
<p>Ogni persona è diversa da qualsiasi altra, l’abilità di un buon professionista che si occupi di estetica è quella di riuscire ad integrare i propri lavori non solo dal punto di vista clinico, tecnico e biologico, ma di correggere quello che è in tensione portando il sorriso in equilibrio nel contesto del viso nel suo insieme.</p>
<p>I settori sempre in crescita, a dispetto di ogni crisi, sono quelli che si dedicano al benessere e all’estetica, integrare nello stesso ambiente queste discipline sarà probabilmente la risposta vincente del prossimo futuro!</p>
<p>Buon sorriso a tutti.<br />
Dr. Luca Dalloca</p>
<p><em><img class="alignleft size-full wp-image-1704" title="luca_dalloca" src="http://www.oraldesign.it/IT/wp-content/uploads/2010/10/luca_dalloca.jpg" alt="" width="200" height="228" />Il Dr. Dalloca ha conseguito la Laurea in Odontoiatria presso la Tufts University Boston e presso l’Università di Pavia. Ha ricevuto il diploma in educazione avanzata in protesi presso la U.C.L.A. (University of California Los Angeles). È Clinical Visiting Professor, Oral Health Sciences Centre, and Continuing Education Instructor in Esthetic Dentistry, dell’Università di Portland, Oregon; è Clinical Associate alla Tufts University School of Dental Medicine, Boston, Massachusetts. Autore di diverse pubblicazioni internazionali sull’estetica. Dal 1997 fa parte del gruppo di Oral Design guidato dal maestro Willi Geller.<br />
È vice-presidente e Fellow dell’European Society of Cosmetic Dentistry, Fellow dell’International Academy of Dental and Facial Esthetics e lavora come protesista e specialista in odontoiatria estetica nei suoi studi di Arcore e Milano con l’aiuto insostituibile di oltre 40 collaboratori di cui 12 clinici, 6 odontotecnici e 24 tra personale ausiliario e d’amministrazione.</em></p>
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		<title>Vivere n57 – Denti sensibili, perché?</title>
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		<pubDate>Tue, 19 Jul 2011 08:18:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Denti sensibili]]></category>

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		<description><![CDATA[Un argomento sempre attuale sia nell’odontoiatria che nella ricerca farmaceutica delle case di dentifrici è la risoluzione al problema della sensibilità dentale. Con l’arrivo dell’estate poi, cresce la voglia di gelato o di cibi freddi e questo fenomeno può diventare ancora più fastidioso. Cosa provoca questo disagio e come lo si può combattere? Per comprendere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un argomento sempre attuale sia nell’odontoiatria che nella ricerca farmaceutica delle case di dentifrici è la risoluzione al problema della sensibilità dentale.<br />
Con l’arrivo dell’estate poi, cresce la voglia di gelato o di cibi freddi e questo fenomeno può diventare ancora più fastidioso. Cosa provoca questo disagio e come lo si può combattere?<br />
Per comprendere meglio il problema, bisogna ricordare com’è l’anatomia di un dente, che è vivo ed è formato da più strati.<br />
La porzione esterna, completamente mineralizzata, è lo smalto, uno scudo di idrossiapatite di 2 mm circa che ricopre la “corona” del dente; sia la radice, sia l’interno della corona stessa sono costituiti dalla dentina che è come un alveare; nella parte interna del dente abbiamo una cavità che accoglie vasi e nervi che nutrono lo stesso.<br />
Il problema deriva dal fatto che nella cavità pulpare risiedono delle cellule (odontoblasti) la cui coda attraversa la dentina e arriva fino alla parte esterna della radice del dente. Proprio quando questa coda viene esposta perché si è consumato lo smalto o perché la radice è scoperta dalla gengiva, sperimentiamo la sensibilità al freddo.<br />
Per risolvere il problema possiamo ricostruire parte dello smalto consumato con otturazioni e altri restauri conservativi e/o aggiungere gengiva dove manca con degli innesti. Valide soluzioni sono offerte anche dai farmaci: assumendo fluoro per via orale (dentifrici o gel) si riesce a rimineralizzare il dente e con dentifrici al nitrato di ammonio si inibiscono le terminazioni nervose degli odontoblasti (cellule del dente), diminuendone la sensibilità. Queste soluzioni sono temporanee e vanno ripetute nel tempo.</p>
<p>Buon sorriso e buon gelato a tutti.<br />
Dr. Guido Picciocchi<br />
Dr. Luca Dalloca</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Vivere n56 – Tieni duro e stringi i denti (ma non troppo)</title>
		<link>http://www.oraldesign.it/2011/07/vivere-n55-tieni-duro-stringi-denti-ma-troppo/</link>
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		<pubDate>Mon, 18 Jul 2011 08:03:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Stringere i denti]]></category>

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		<description><![CDATA[Usiamo l’espressione “stringere i denti” per riferirci allo sforzo con cui affrontiamo le avversità della vita quotidiana. È un incitamento che tutti noi ci siamo sentiti dire almeno una volta. Ed è il modo con cui il nostro corpo reagisce a una sofferenza fisica e psichica. Quando serriamo i denti, la nostra mandibola si contrae, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="_mcePaste">Usiamo l’espressione “stringere i denti” per riferirci allo sforzo con cui affrontiamo le avversità della vita quotidiana. È un incitamento che tutti noi ci siamo sentiti dire almeno una volta. Ed è il modo con cui il nostro corpo reagisce a una sofferenza fisica e psichica. Quando serriamo i denti, la nostra mandibola si contrae, così facendo aumenta la tensione dei muscoli del collo e la forza sviluppata.</div>
<div id="_mcePaste">Lo stesso meccanismo si scatena inconsciamente sotto stress: stringiamo la mandibola per “farci forza” con un movimento continuo e compulsivo; ma in questo caso cosa succede ai nostri denti?</div>
<div id="_mcePaste">Attivare il massetere continuamente provoca numerosi problemi. Il primo è un’ipertrofia di quest’ultimo, il quale si infiamma e crea dei trigger point a livello della sua inserzione nella fascia temporale; il dolore provocato è lo stesso che si avverte alle dita quando portiamo dei sacchetti molto pesanti.</div>
<div id="_mcePaste">Il secondo è l’erosione dei denti, il nostro tavolato occlusale si consuma determinando una perdita di dimensione verticale; se i nostri molari si abbassano, il condilo della mandibola spinge nella fossa determinando un fastidio simile a quello che avvertiremmo se qualcuno ci puntasse tutto il giorno una penna sul braccio.</div>
<div id="_mcePaste">Questi movimenti di serramento avvengono inconsciamente anche quando sbattiamo i denti nel sonno e possono determinare anche il digrignamento notturno. È importante intercettare questo problema, che è sempre più in aumento tra la popolazione tanto da essere considerata la patologia odontoiatrica del futuro. Per fare questo è sufficiente una visita e l’applicazione di una mascherina (byte) che rialzi i denti posteriori in maniera che il condilo non possa più spingere nell’articolazione.</div>
<div id="_mcePaste">Il mancato trattamento di quest’abitudine può comportare cefalee, mialgie, perdita del sonno, dell’appetito e inoltre può provocare l’erosione dentale.</div>
<div>Buon sorriso a tutti.</div>
<div id="_mcePaste">Dr. Guido Picciocchi</div>
<div id="_mcePaste">Dr. Luca Dalloca</div>
]]></content:encoded>
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		<title>Vivere n55 – Salute e bellezza</title>
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		<pubDate>Mon, 18 Jul 2011 08:00:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Riviste]]></category>
		<category><![CDATA[Igiene dentale]]></category>

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		<description><![CDATA[Mantenere la nostra salute orale è molto importante ed è la ragione per cui ogni giorno è indispensabile pulire i nostri denti spazzolandoli ed usando il filo interdentale. Anche il collutorio ci può essere d’aiuto per fortificare lo smalto dei denti e per diminuire i batteri che sono presenti nel cavo orale. Comunque sia una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mantenere la nostra salute orale è molto importante ed è la ragione per cui ogni giorno è indispensabile pulire i nostri denti spazzolandoli ed usando il filo interdentale. Anche il collutorio ci può essere d’aiuto per fortificare lo smalto dei denti e per diminuire i batteri che sono presenti nel cavo orale. Comunque sia una meticolosa igiene non è sufficiente per garantirci di avere una bocca in buona salute; è fondamentale anche incontrare il nostro dentista e la nostra igienista con regolarità.<br />
Per quanto bravi possiamo essere nell’igiene domiciliare, è impossibile rimuovere completamente tutta la placca ad ogni pulizia e a questa bastano solo 48 ore per diventare tartaro, per la cui rimozione necessita una seduta di igiene professionale con la nostra igienista. I richiami di igiene vanno scadenzati a seconda della bravura nell’igiene domiciliare e della qualità della saliva del paziente. Un paziente molto bravo (spazzolamento ed uso del filo interdentale quotidiano) necessita anch’egli almeno di un paio di sedute di igiene professionale all’anno. Un paziente con saliva alcalina e meno meticoloso può invece averne bisogno tra le tre e le sei volte l’anno. È altresì importante il controllo radiografico con scadenze regolari perché anche la visita più meticolosa non è in grado di vedere le carie tra dente e dente e l’andamento osseo sottostante le gengive. In una bocca carioricettiva i controlli radiografici sono consigliati addirittura ogni 6 mesi (saliva acida, alimentazione scorretta, ecc.) mentre in una bocca “normale” dovrebbe essere sufficiente una serie di radiografie (endo-orali e bitewings) ogni due anni. La radiografia “panoramica” non è sufficientemente attendibile per diagnosticare la salute dei denti nello specifico, ma serve per avere un’idea generale ed approssimativa dello stato di salute dei tessuti duri della bocca. Le radiografie “piccoline” sono l’unico strumento attendibile per diagnosticare le patologie dei denti.<br />
Non allarmiamoci quando il nostro dentista ci consiglia uno status radiografico (24 radiografie piccoline); con le moderne apparecchiature radiografiche la dose di radiazioni che prendiamo equivale ad un viaggio intercontinentale in aereo andata e ritorno oppure ad una settimana in montagna oltre i 1600 metri. Questi accorgimenti ci permettono di preservare la nostra dentatura e i suoi tessuti di sostegno in salute.<br />
Una bocca sana ci aiuta anche ad aumentare la fiducia in noi stessi e ci fa sentire a nostro agio nelle relazioni. Contrariamente a quanto la maggior parte delle persone crede, l’aspetto cosmetico dei nostri denti non serve solo alle persone particolarmente attente all’estetica; una bella bocca è anche importante per l’aspetto biologico funzionale. Denti ben allineati e in salute sono facilmente pulibili e normalmente appartengono a sorrisi piacevoli anche dal punto di vista estetico. È un circolo virtuoso, una bella bocca è sana ed una bocca sana normalmente appartiene ad un bel sorriso.</p>
<p>Buon sorriso a tutti.<br />
Dr. Luca Dalloca</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Vivere n54 – Sorriso e successo</title>
		<link>http://www.oraldesign.it/2011/07/vivere-n54-sorriso-successo/</link>
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		<pubDate>Sun, 17 Jul 2011 07:56:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Press]]></category>
		<category><![CDATA[Riviste]]></category>
		<category><![CDATA[Il sorriso]]></category>

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		<description><![CDATA[“La bellezza è potere ed il sorriso è la sua spada” John Ray Naturalista Inglese Sicurezza e accettazione di sé sono spesso alla base del successo, guardarsi allo specchio e piacersi è già una bella iniezione di autostima. Il sorriso è la prima parte del nostro volto che le persone notano. Sovente si giudica un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="_mcePaste"><strong><em>“La bellezza è potere ed il sorriso è la sua spada”</em></strong></div>
<div id="_mcePaste">John Ray</div>
<div id="_mcePaste">Naturalista Inglese</div>
<div></div>
<div>Sicurezza e accettazione di sé sono spesso alla base del successo, guardarsi allo specchio e piacersi è già una bella iniezione di autostima.</div>
<div id="_mcePaste">Il sorriso è la prima parte del nostro volto che le persone notano. Sovente si giudica un libro od una rivista dalla sua copertina.</div>
<div id="_mcePaste">Nella società odierna, è sempre più sentita la necessità di proporci esteticamente al nostro meglio. Anche se ci reputiamo delle persone profonde e crediamo che l’estetica sia un aspetto frivolo della vita cadiamo in errore.</div>
<div id="_mcePaste">L’American Academy of Cosmetic Dentistry ha eseguito un sondaggio tra la popolazione degli Stati Uniti d’America, dal quale emerge che il 99,7% crede che un bel sorriso sia indispensabile per il successo sociale, il 97% crede che un sorriso attraente rende più affascinanti verso l’altro sesso e 3/4 degli adulti pensa che un sorriso poco accattivante sia d’impedimento alla vita sociale ed alla carriera lavorativa.</div>
<div>La vita è già normalmente complicata di suo, lasciamoci quindi aiutare da un sorriso piacevole che può aprire porte e cuori.</div>
<div id="_mcePaste">Sarete incredibilmente sorpresi di come un bel sorriso possa migliorare la vostra vita.</div>
<div id="_mcePaste">Non importa se è luogo comune pensare che le discipline estetiche siano superficiali.</div>
<div id="_mcePaste">Non sono forse superficiali i vestiti, le auto, le moto, il taglio dei capelli e tutto quello che riguarda il nostro apparire? Riuscireste ad immaginare un mondo senza moda? Oltre l’80% delle spese nei paesi occidentali riguardano cose che in realtà sono superflue. Quindi non sentitevi in colpa se non siete contenti del vostro sorriso e volete migliorarlo. Oggi l’odontoiatria estetica è abbordabile a qualsiasi ceto sociale e le nuove tecniche ed i nuovi materiali permettono interventi minimi con risultati incredibili.</div>
<div>Buon sorriso a tutti.</div>
<div id="_mcePaste">Dr. Luca Dalloca</div>
]]></content:encoded>
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		<title>Vivere n53 – Un alito a prova di bacio</title>
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		<pubDate>Sat, 16 Jul 2011 07:48:09 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[L’alitosi può sembrare una questione banale perché non esiste nessun pericolo di vita, ma è certamente da non sottovalutare. Può infatti trasformarsi in un grave problema sociale per chi ne soffre e dar luogo anche a seri disagi psicologici. L’alito cattivo può causare situazioni di grave imbarazzo nelle interazioni sociali e nella vita personale, può [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L’alitosi può sembrare una questione banale perché non esiste nessun pericolo di vita, ma è certamente da non sottovalutare. Può infatti trasformarsi in un grave problema sociale per chi ne soffre e dar luogo anche a seri disagi psicologici.<br />
L’alito cattivo può causare situazioni di grave imbarazzo nelle interazioni sociali e nella vita personale, può essere estremamente dannosa per l’autostima e sfociare anche in depressione. Gli individui che soffrono di alitosi tendono ad evitare le relazioni per paura di trovarsi in situazioni di disagio.</p>
<p>L’alito cattivo è spesso causato da una scarsa igiene orale e soprattutto dalla mancanza dell’uso del filo interdentale ma questa non è l’unica ragione. Molte volte possiamo trovare individui che soffrono di alitosi, nonostante il mantenimento di un rigoroso protocollo della propria igiene dentale. L’odore sgradevole è spesso dovuto ad un accumulo di batteri nella bocca quando i batteri interagiscono con i residui di cibo. Questo diventa un problema quando la carica batterica aumenta drammaticamente.</p>
<p>L’alito cattivo può essere causato anche da altre condizioni mediche e potrebbe anche essere aggravato da cattive abitudini alimentari, da stili di vita malsani, da disturbi epatici, renali, infezioni croniche dei seni nasali, della gola delle vie respiratorie o gastrointestinali, ecco perché se i normali rimedi non funzionano è consigliabile consultare il proprio medico. Sfortunatamente, molte persone che soffrono di questo disturbo sono completamente inconsapevoli del loro problema. L’alitosi proveniente dalla bocca e la sua intensità può variare nel corso della giornata a seconda del tipo di alimenti consumati.<br />
Alcuni cibi come aglio e cipolle, carne rossa e pesce possono seriamente aggravare il problema; il consumo di fumo o alcool può anch’esso peggiorare la situazione.</p>
<p>L’alito cattivo può essere causato anche da secchezza della bocca, ed è per questo che le persone che non consumano una quantità di acqua adeguata possono soffrire di alitosi. Molto spesso il problema si presenta solo alla mattina, perché l’inattività della saliva e la mancanza di ossigeno in bocca durante la notte causano il cattivo odore. Questo problema normalmente si riduce dopo il risciacquo della bocca o lo spazzolamento dei denti e della lingua. Anche altri fattori come il ciclo mestruale, una dieta ricca di proteine e povera di carboidrati possono contribuire all’alitosi.</p>
<p>Un valido aiuto per la cura dell’alitosi di origine gastrointestinale è il consumo di avocado che aiuta ad eliminare efficacemente la putrefazione e la decomposizione del cibo nel tratto intestinale. Carie, malattia gengivale e parodontale (piorrea) sono la causa più diffusa di alito cattivo. Questa è la ragione per cui normalmente una bocca sana non ha problemi di alitosi. L’alitosi colpisce chiunque a prescindere dall’età o dal sesso. Il problema tende ad essere piuttosto comune negli anziani, perché gli anziani di solito hanno più problemi di manualità e di conseguenza difficoltà a pulire correttamente la propria bocca. Anche nei bambini non è rara ed in questo caso spesso è dovuta a cattive abitudini alimentari e di nuovo a scarsa igiene dentale. Riassumendo una bocca sana, una buona igiene dentale (spazzolino, filo interdentale e collutorio antibatterico) e un’alimentazione corretta sono alla base per la prevenzione dell’alitosi.</p>
<p>Buon sorriso a tutti.<br />
Dr. Luca Dalloca</p>
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		<title>Vivere n°52: 10 regole per avere un sorriso da star. II puntata</title>
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		<pubDate>Fri, 15 Jul 2011 08:30:22 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Alla fatidica domanda “cosa correggeresti del tuo corpo?” il pensiero va sempre alle possibilità più disparate, fisico, altezza, occhi, naso… Avete mai pensato qual è la parte realmente più importante, quella che per prima determina la nostra bellezza, ma soprattutto la più comunicativa in assoluto? Quel che veramente deve essere impeccabile è senza dubbio il sorriso! Il vero responsabile della bella presenza e della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Alla fatidica domanda “cosa correggeresti del tuo corpo?” il pensiero va sempre alle possibilità più disparate, fisico, altezza, occhi, naso… Avete mai pensato qual è la parte realmente più importante, quella che per prima determina la nostra bellezza, ma soprattutto la più comunicativa in assoluto?<br />
Quel che veramente deve essere impeccabile è senza dubbio il sorriso! Il vero responsabile della bella presenza e della bella impressione, soprattutto a prima vista.<br />
Ecco la seconda parte del vademecum per avere un sorriso da star:<br />
6. Fumo, caffè, thè, caramelle<br />
Le caramelle, il thè e il caffè, così come tutte le bevande zuccherate sono i killer numero uno del sorriso poiché mantengono a lungo la bocca in acidità e quindi è più probabile che la carie attacchi i denti. Alcune macchie come fumo, caffè, vino rosso e thè sono così tenaci che solo paste abrasive specifiche su strumenti rotanti o smacchianti ad alta pressione riescono a rimuoverle. Nessun dentifricio, per quanto “sbiancante”, funziona in questi casi.<br />
7. Chewingum pro e contro<br />
Non demonizziamo il chewingum! Anzi, diciamo che può essere un valido alleato contro la placca.<br />
Se utilizzato subito dopo il pranzo e per un periodo di tempo limitato (max. 3/5 minuti), il chewingum senza zucchero e soprattutto se arricchito con fluoro, può aiutare a portare la bocca ad un PH regolare in soli pochi minuti invece dei circa venti che occorrono normalmente.<br />
8. Sbiancamento<br />
Lo sbiancamento è consigliato solo nel caso di denti resi scuri da devitalizzazioni, as- sunzione prolungata di cibi e bevande colorate o nicotina. Il colore dei denti è un po’ come il colore della pelle, ogni persona ha il proprio e non corrisponde mai al bianco puro della porcellana. Esistono due tipi di sbiancamento professionale: in studio e domiciliare. Il tradizionale in studio dà la garanzia di uno sbiancamento efficace con il minimo impiego di tempo e la minor possibilità di effetti indesiderati. Lo sbiancamento domiciliare, efficace come quello in studio, va comunque eseguito sotto controllo del dentista e si ottiene con l’uso di mascherine personalizzate e gel. È un trattamento notturno di 5 o 6 giorni. Gli sbiancamenti “fai da te” reperibili nelle farmacie o nei grandi magazzini hanno un costo più contenuto. Funzionano, sì, ma lo sbiancamento ha una durata più limitata nel tempo e possono causare problemi di iper-sensibilizzazione del dente o della gengiva.<br />
9. Dolori? Può essere colpa dei denti<br />
Mal di denti, cervicale e affaticamento dei muscoli del collo? Possono essere causati dai denti. La male occlusione tra i denti può portare a un coinvolgimento del sistema articolatorio e neuromuscolare, che causa contratture alle zone limitrofe alla bocca, come proprio collo e testa. Anche il bruxismo (digrignamento dei denti) causa consumo errato dei denti e quindi successivi problemi di masticazione. Una spia: il classico click clack vicino all’orecchio o addirittura il blocco della mandibola. L’intercettazione precoce consente di risolvere il problema attraverso un bite, che permette di creare una “barriera di sicurezza” tra i denti e protegge l’articolazione.<br />
10. Cura delle labbra<br />
È fondamentale che anche le labbra siano curate e in salute. Non c’è nulla di peggio di un bellissimo sorriso contornato da labbra screpolate o con piccoli o grandi difetti. È un po’ come un quadro di Van Gogh con una cornice in plastica da pochi euro!</p>
<p>Buon sorriso a tutti</p>
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		<title>Vivere n°51: 10 regole per avere un sorriso da star. I puntata</title>
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		<pubDate>Thu, 14 Jul 2011 08:28:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Alla fatidica domanda “cosa correggeresti del tuo corpo?” il pensiero va sempre alle possibilità più disparate, fisico, altezza, occhi, naso… Avete mai pensato qual è la parte realmente più importante, quella che per prima determina la nostra bellezza, ma soprattutto la più comunicativa in assoluto? Quel che veramente deve essere impeccabile è senza dubbio il sorriso! Il vero responsabile della bella presenza e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Alla fatidica domanda “cosa correggeresti del tuo corpo?” il pensiero va sempre alle possibilità più disparate, fisico, altezza, occhi, naso… Avete mai pensato qual è la parte realmente più importante, quella che per prima determina la nostra bellezza, ma soprattutto la più comunicativa in assoluto?<br />
Quel che veramente deve essere impeccabile è senza dubbio il sorriso! Il vero responsabile della bella presenza e della bella impressione, soprattutto a prima vista.<br />
Ecco dunque un vademecum per avere un sorriso da star:<br />
1. Sicurezza del sorriso<br />
Il sorriso è responsabile, a livello percettivo, del 60/70% dell’intero aspetto del viso. Un bel sorriso può ringiovanire o far davvero cambiare una persona, molto più della chirurgia estetica. La regola è piacere, ma soprattutto piacersi, è un circolo vizioso: se piaccio, mi piaccio e se mi piaccio, piaccio!<br />
2. Armonia<br />
Normalmente tendiamo a credere che la simmetria sia la regola più semplice per ottenere l’equilibrio in un sorriso, ma in natura la simmetria non esiste. L’importante, per avere un sorriso attraente, è la naturalezza, ossia un sistema di armonia tra denti e gengive e tra sorriso e lineamenti del volto. Ciò non vuol dire perfezione. Anzi! I migliori sorrisi sono quelli che racchiudono dei difetti e proprio per questo sono attraenti e piacevoli.<br />
3. Pulizia<br />
La parola chiave è “prevenzione”. Una corretta igiene orale è lo strumento più efficace per mantenere i nostri denti sani e belli nel tempo. Il Filo interdentale, lo spazzolino e il dentifricio sono i principali alleati. Tutte le malattie dei denti sono dovute alla placca cioè all’unione dei batteri che si trovano in bocca e si formano con il cibo che ingeriamo. Solo l’azione meccanica di filo e spazzolino possono rimuoverla correttamente. E ricordate: il dentifricio migliore è quello al fluoro, ne basta davvero poco. 4. Colluttorio, spazzolino e filo interdentale.<br />
Per rimuovere la placca in modo efficace è necessario l’uso di filo interdentale e spazzolino seguito da un lavaggio con collutorio. Il filo va passato nei punti dove maggiormente si accumula la placca, ovvero tra dente e dente (30%). La placca vicino alla gengiva (20%) e nei solchi dei denti posteriori (50%) si elimina prima con lo spazzolino e poi con il collutorio. Importante l’uso del collutorio soprattutto la sera, quando la capacità della saliva di neutralizzare l’acidità viene a mancare. 5. Controlli periodici e pulizia professionale<br />
Per un’igiene perfetta è consigliabile la pulizia a livello professionale ogni sei mesi, poiché la placca che non riusciamo a rimuovere nell’arco delle 48 ore diventa tartaro, che può essere rimosso solo con strumenti professionali (ablatore). Per scovare per tempo gli eventuali problemi e quindi limitare l’intervento del dentista e renderlo il più conservativo possibile è opportuno recarsi dal dentista ogni 6 mesi se si ha un’igiene perfetta ed ogni 3 se siamo un po’ pigri ed usiamo il filo saltuariamente.</p>
<p>Buon sorriso a tutti</p>
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